Novità: nuovo Regolamento CPR

É da tempo che sono in atto discussioni sulla opportunità di aggiornare il Regolamento CPR per meglio adattarlo alle reali esigenze del libero mercato europeo, rendendolo contemporaneamente più efficace, ma più snello nella attuazione degli obblighi previsti.

Nel 2016, a 5 anni dalla sua entrata in vigore, mediante un sondaggio condotto tra le parti coinvolte sono state individuate criticità e proposto soluzioni.

La tabella seguente è il riepilogo esecutivo, pubblicato il 30 marzo scorso, che accompagna il documento di proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio per modificare il regolamento (UE) 2019/1020 e abrogare il regolamento (UE) 305/2011.

Sinteticamente vengono illustrate:

  • le considerazioni che hanno portato alla modifica del Regolamento CPR;
  • gli obiettivi che si vogliono raggiungere;
  • le opzioni considerate e le indicazioni delle parti interessate;
  • la opzione adottata;
  • l’impatto previsto per i soggetti interessati.

 

Riepilogativo esecutivo
Valutazione d’impatto per la revisione del regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione
A. Necessità di azione
Perchè? Qual è il problema affrontato
La valutazione del regolamento sui prodotti da costruzione e il feedback ricevuto dalle autorità e dalle parti interessate dell’UE indicano chiaramente carenze nel suo funzionamento. I suoi obiettivi non sono stati raggiunti e persistono ostacoli alla libera circolazione dei prodotti da costruzione nel mercato unico.

Questa sottoperformance è dovuta a una serie di problemi generali, identificati nella valutazione:

• un malfunzionamento del processo di standardizzazione

• ostacolata l’attuazione sul campo nei paesi dell’UE

• regole troppo complesse e poco chiare

• ambigua relazione tra il Regolamento e altre normative comunitarie e/o nazionali.

Infine, il regolamento non è in grado di contribuire a priorità politiche più ampie, in particolare le transizioni verde e digitale, perché manca di regole in tal senso.

Esiste un chiaro potenziale per rendere queste regole più adatte ai nuovi modelli di business e all’economia dei dati e per rendere i prodotti da costruzione notevolmente più sostenibili e innovativi.

Qual è l’obiettivo di questa iniziativa
Gli obiettivi generali sono:

1) realizzare un mercato unico dei prodotti da costruzione ben funzionante

2) contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo

Questi obiettivi generali sono integrati dai seguenti obiettivi specifici:

–    sbloccare il sistema di armonizzazione tecnica

–    riduzione degli ostacoli nazionali al commercio per i prodotti contemplati dal regolamento

–    migliorare l’applicazione e la sorveglianza del mercato

–    fornire maggiore chiarezza (definizioni più complete, riduzione delle sovrapposizioni e regole di collisione con altre normative) e semplificazione

–    riduzione degli oneri amministrativi per le imprese, anche attraverso la semplificazione e la digitalizzazione

–    garantire la sicurezza dei prodotti da costruzione

–    riduzione dell’impatto climatico e ambientale dei prodotti da costruzione, anche attraverso l’applicazione di strumenti digitali (passaporto digitale del prodotto).

Qual è il valore aggiunto dell’azione a livello di UE?
La revisione del regolamento sui prodotti da costruzione può migliorare il funzionamento generale del mercato unico dei prodotti da costruzione, in particolare affrontando le questioni attuali relative al processo di standardizzazione e rimuovendo gli ostacoli al mercato unico, come la sovrapposizione di norme a livello dell’UE o nazionale.

Ciò può aumentare la certezza del diritto e rendere più eque le condizioni di concorrenza nell’ecosistema delle costruzioni, garantendo nel contempo un elevato livello di sicurezza e protezione della salute e dell’ambiente.

Una migliore sorveglianza del mercato può aumentare la fiducia nel sistema in tutta l’UE.

Infine, una revisione consente di migliorare la sostenibilità ambientale dei prodotti da costruzione. Questo è meglio affrontato a livello di UE.

B. Soluzioni
Quali opzioni politiche legislative e non legislative sono state prese in considerazione? C’è una scelta preferita o no? Perchè?
•    Opzione A – scenario di base: nessuna modifica al regolamento ma miglioramento dell’attuazione attraverso orientamenti e altre misure di soft law.

•    Opzione B – riparazione del regolamento: chiarire e razionalizzare il suo campo di applicazione, garantendo la coerenza con altre normative dell’UE e affrontando gli aspetti ambientali dei prodotti da costruzione.

•    Opzione C – focalizzazione del Regolamento: includendo tutti gli elementi descritti nell’opzione B, nonché le seguenti 3 sub-opzioni, che possono essere combinate:

–       sub-opzione C1 – limitazione dell’applicazione del regolamento ai metodi di valutazione

–       sub opzione C2 – limitazione del suo campo di applicazione alle aree chiave – sub-opzione C3 – che rende facoltativo il linguaggio tecnico comune per i fabbricanti.

•    Opzione D – miglioramento del regolamento: basandosi sull’opzione B, possono essere introdotti anche requisiti relativi alle caratteristiche inerenti al prodotto, per proteggere la salute, la sicurezza e l’ambiente. Tali requisiti specifici del prodotto possono essere formulati tramite 3 sotto-opzioni (D1 e D2 possono essere combinati):

–     sub-opzione D1 – nuovo approccio alle regole per i requisiti di prodotto

–     sub-opzione D2 – approccio alle specifiche tecniche per i requisiti dei prodotti

–     sub-opzione D3 – una soluzione ibrida tra D1 e D2 (mantenendo gli elementi fondamentali di ciascuno).

•          Opzione E – abrogazione del regolamento: il regolamento sarebbe abrogato, i prodotti si baserebbero sul riconoscimento reciproco tra gli Stati membri.

Conclusione

L’opzione D è l’opzione preferita, poiché l’analisi ha dimostrato che questo è il modo migliore per raggiungere gli obiettivi.

Chi supporta quale opzione?
Molte parti interessate sono favorevoli al mantenimento dell’attuale regolamento (opzione di riferimento A), sebbene, allo stesso tempo, queste parti interessate desiderassero che fosse intrapresa un’azione che richiede una revisione. Sia tra le associazioni di categoria che tra le imprese vi è il sostegno maggioritario per l’opzione A.

Tra le autorità pubbliche, poco meno della metà preferisce questa opzione. Tuttavia, il feedback dei paesi dell’UE nel corso delle consultazioni ha mostrato una preferenza per una revisione.

L’opzione B è preferita dai cittadini dell’UE che hanno risposto, mentre l’opzione D è preferita dalle ONG (in entrambi i casi, circa un terzo degli intervistati in ciascun gruppo).

L’opzione C ha ricevuto pochissimo supporto.

L’opzione di abrogazione (E) è fortemente respinta da tutti i gruppi di parti interessate.

C. Impatti dell’opzione preferita
Quali sono i vantaggi dell’opzione preferita (se presenti, altrimenti principali)?
L’opzione D ci consentirebbe di affrontare le principali carenze dell’attuale regolamento: processo di standardizzazione insufficiente, barriere nazionali agli scambi, vigilanza del mercato inefficace e mancanza di chiarezza e semplificazione.

L’opzione D porterebbe a un migliore funzionamento del mercato unico per i produttori di costruzioni e all’aumento del commercio transfrontaliero.

Massimizzerebbe inoltre il potenziale della digitalizzazione per ridurre gli oneri amministrativi, consentendo il trattamento in forma digitale di tutte le informazioni e la documentazione relative al regolamento.

Un’ulteriore riduzione degli oneri amministrativi per i fabbricanti si otterrebbe eliminando la sovrapposizione tra la marcatura CE e la dichiarazione di prestazione. I governi dell’UE sarebbero in grado di esentare le microimprese che non commerciano oltre confine dagli obblighi del regolamento.

L’opzione D affronterebbe efficacemente gli obiettivi derivanti dalla strategia di politica industriale, dalla strategia di normalizzazione, dal Green Deal europeo, dal piano d’azione per l’economia circolare e da altre iniziative collegate, nel contesto dei prodotti da costruzione.

L’opzione D consentirebbe di stabilire requisiti ambientali e di sicurezza dei prodotti indipendentemente dalle prestazioni relative ai lavori di costruzione e dovrebbe contribuire alla decarbonizzazione dell’ambiente edificato.

L’opzione D avrebbe un impatto positivo in particolare sulla sicurezza, la conformità e la qualità dell’ambiente edificato.

 

Quali sono i costi dell’opzione preferita (se presenti, altrimenti principali)?
L’opzione D dovrebbe portare a un aumento di circa 200 milioni di euro all’anno dei costi per i produttori, pari a circa l’8% dei costi di base.

Questo aumento è determinato da maggiori costi di conformità, oneri amministrativi e oneri normativi in ​​relazione alla marcatura CE e alla dichiarazione di prestazione (DoP), ma in parte compensato dalle riduzioni dei costi legate alla rimozione dei requisiti nazionali.

Nel complesso, grazie a diverse misure, tra cui la possibilità di utilizzare mezzi elettronici per tutti gli adempimenti documentali e informativi, un unico punto di ingresso per la registrazione e la fornitura di tutta la documentazione, ecc., si prevede che l’opzione D determini una netta riduzione degli oneri amministrativi ( cfr. allegato 3 della relazione sulla valutazione d’impatto per maggiori dettagli).

In che modo saranno interessate le imprese, le PMI e le microimprese?
La revisione del regolamento mira a migliorare il mercato unico dei prodotti da costruzione. Creerà condizioni di parità per tutti i produttori, in particolare le piccole e medie imprese in tutti i paesi dell’UE.

I produttori dovranno rispettare più obblighi per portare i loro prodotti sul mercato, ma allo stesso tempo avranno maggiori opportunità di business. I requisiti di semplificazione mirano specificamente a fornire alle microimprese procedure semplificate nella valutazione e nella verifica delle prestazioni.

Inoltre, i governi dell’UE avranno il potere di esentare alcune microimprese dagli obblighi del regolamento. La prevista condivisione del lavoro e la messa a punto tecnica con l’Iniziativa per i prodotti sostenibili eviteranno oneri inutili per le imprese di tutte le dimensioni.

Un mercato unico più funzionante consentirà alle imprese edili di accedere a una più ampia scelta di prodotti. Nel complesso, i produttori e l’ecosistema edilizio trarranno vantaggio dalla revisione.

Ci saranno impatti significativi sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali?
Da un lato, i paesi dell’UE dovranno fornire maggiori risorse per la sorveglianza del mercato, che attualmente è a corto di personale.

D’altra parte, la revisione sosterrà notevolmente i paesi dell’UE nella loro responsabilità per la sicurezza dei lavori di costruzione. Pertanto, l’impatto complessivo sui bilanci nazionali non sarà probabilmente significativo.

Ci saranno altri impatti significativi?
Non sono previsti altri impatti significativi.
D. Follow up
Quando sarà rivista la politica?
Il monitoraggio e la valutazione delle politiche saranno incentrati sulle questioni fondamentali che saranno affrontate dalla revisione.

Si propone di valutare il regolamento rivisto non prima di 8 anni dalla data di applicazione.

 

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